di Robert Todd Carroll

 the truth is in here!
SkepDic.com

Versione italiana a cura di Dario Ventra
©2003

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CARLOS (BEFFA DI - )

 

 Ci piace essere ingannati.” -- Blaise Pascal 

“Carlos” è il nome di un presunto spirito di 2.000 anni fa,Jose Alvarez performing "Carlos" at the Amazing Meeting Feb. 2, 2003; photo by Larry Thornton che fu “canalizzato” da un certo José Alvarez in Australia in un tour del 1988. La pratica del channeling era in gran voga nel paese, ed una TV australiana contattò James Randi al fine di trovare qualcuno che dimostrasse agli Australiani che tutta questa faccenda medianica era alquanto dubbia. Randi pensò ad Alvarez, un attore suo amico che già da tempo accarezzava l’idea di creare un simile personaggio. Il resto, come si suol dire, è storia. Alvarez… 

“…si guardò videocassette di gente che parlava con voce strana, fingendo di essere in contatto con altri mondi, e immediatamente ne prese spunto. Alla fine andò in Australia e si esibì nella sua performance al Teatro dell’Opera di Sydney, di fronte a un pubblico rapito che maneggiava cristalli, rosari e quant’altro, attratto ed estasiato da quest’uomo sul palco, José Alvarez, il quale presentava lo Spirito di Carlos, vecchio di ben 2000 anni. La sua esibizione fu molto convincente, di fatto migliore di quella dei “veri” channelers!

 

Comunque tutto quello che fece in quelle occasioni fu intenzionalmente falso. Alla conferenze stampa si inventò quotidiani e riviste, nonché città, stazioni radio e televisive, e molto altro di assolutamente inesistente. Allestì finte riprese di false interviste radiofoniche e apparizioni teatrali che non avevano mai avuto luogo. E pensare una semplice telefonata negli Stati Uniti avrebbe potuto svelare che tutta la storia altro non era che una messinscena! Persino dopo che tutto questo fu dichiaratamente rivelato allo spettacolo televisivo Australian Sixty Minutes, una settimana dopo l’esibizione al Teatro dell’Opera, molti continuarono semplicemente a credere in “Carlos” e ai suoi messaggi privi di significato.” – (Randi, corrispondenza personale.)  

Per Alvarez l’ideazione del personaggio di Carlos fu un vero esperimento teatrale, per vedere quanto in là sarebbe riuscito a spingere la sua creatura. Il suo scopo primario non era certo quello di far passare tanta gente per scema, sperava anzi di contribuire a liberare tanti da credenze infondate. Tuttavia il risultato dell’esperimento parve dimostrare quanto sia facile creare un vero e proprio culto dal nulla, e come, anche qualora la verità sia loro mostrata, molti rifiutino di accettarla. La beffa di Carlos dimostrò inoltre quanto i mezzi di comunicazione di massa siano privi di senso critico e facili vittime di raggiri nel campo del paranormale e del soprannaturale. Invece di essere interessati ad esporre la verità e i fatti,  i responsabili dei media si dimostrarono ossessionati dal fenomeno “Carlos”, trasformandone il personaggio, da farsa che era, in mito. Il personaggio che Alvarez aveva ideato con tanta dedizione fu letteralmente travisato dalla stampa. I vari mezzi di comunicazione non avrebbero nemmeno avuto bisogno di condurre un minimo di ricerca dietro le quinte per scoprire che Carlos non era autentico, in quanto l’indizio principale era stato loro fornito su di un piatto d’argento: Alvarez si esibiva gratis! Vendeva cristalli di Atlantide, ma prendeva ordinazioni dal pubblico senza riscuotere subito il denaro. E ogni giornalista dovrebbe sapere che il primo segno distintivo di un “vero” guru è l’avidità…  

José Alvarez aveva gabbato un continente intero con la propria arte recitativa, ma aveva anche creato un qualcosa che i media e il suo stesso pubblico avrebbero plasmato indipendentemente dal suo contributo, per appagare le loro propensioni. Un’importante lezione da trarre qui è l’adagio tipico di ogni illusionista: l’inganno richiede cooperazione. Un’altra possibile lezione è che il bisogno di credere in qualcosa (come un qualunque “Carlos”, ad esempio) si rivela così forte in certe persone da non poter sperare che  esse ne siano mai del tutto affrancate.  

Alvarez continua a viaggiare per il mondo, proponendosi come un “Carlos” in versione più blanda rispetto all’originale interpretazione australiana. Fa la sua comparsa su canali televisivi diffusi a scala mondiale, e si esibisce di fronte a un vasto pubblico, coinvolgendo i presenti in discussioni sui maestri spirituali e sui rischi di accettare passivamente idee che non vengono messe in discussione. Il suo vero scopo…? Illuminare le menti della gente. La sua esplorazione attiva della natura del carisma, del credere, del potere, e di come questi siano strettamente interdipendenti, è stata anche esposta alla Biennale del Whitney Museum of American Art a New York nel 2002.

 

 

 

Last updated 11/21/10