di Robert Todd Carroll

 the truth is in here!
SkepDic.com

Versione italiana a cura di Dario Ventra
©2003

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URINOTERAPIA

 “Bevete l’acqua dalla vostra stessa cisterna, l’acqua che scaturisce dal vostro stesso pozzo.” -- Libro dei Proverbi, 5:15

“Oltre tre milioni di cinesi bevono le proprie urine credendo che faccia bene alla salute, secondo l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua.”

Il concetto di urinoterapia si riferisce nel complesso a diversi usi dell’urina nella prevenzione o cura di malattie, nella pratica estetica, o nell’intento di liberare l’intestino! La maggiorparte degli adepti è solita bere la porzione centrale del primo flusso mattutino: qualcuno la preferisce liscia bella calda, altri la mescolano a del succo o la servono con della frutta. C’è chi apprezza un paio di gocce d’urina mescolate a un cucchiaino d’acqua e applicate sotto la lingua più volte al giorno, mentre altri si lavano nei propri fluidi dorati per migliorare la qualità della pelle. Pare che molte donne giapponesi moderne ad esempio siano solite praticare bagni nell’urina. Ma il suo uso veramente coraggioso consiste nel praticarci dei clisteri! L’urina potrà non rappresentare la colazione dei campioni, ma è comunque l’elisir elettivo per un buon numero di santoni in India, dove la pratica vige da alcune migliaia di anni. La bevanda risulta fra le favorite anche per un crescente numero di naturopati e sostenitori della “medicina naturale” in genere. L’attrattiva primaria di questo fermentato casereccio è data da prezzo, disponibilità e portabilità. È molto più a buon mercato dell’altra “acqua della vita”, il whisky, anch’esso chiamato in causa per le supposte qualità medicamentose, ma al contrario del whisky l’urina è sempre disponibile, tutti ne hanno sempre una scorta, e per la maggiorparte della gente non si manifestano effetti collaterali. Per non tralasciare il fatto che la spinta a lasciarsi andare ed esagerare è pressochè assente quando si tratta di urina, cosa che non si può certo dire per un buon malto come l’Highland Park o un buon whiskey come Black Bush!  

Molti praticanti affermano che l’urina sia praticamente una panacea e che non vi sia praticamente niente che essa non possa curare. Pare possa essere efficace contro influenza, comuni raffreddori, fratture e mal di denti, pelle secca, psoriasi e tutte le altre affezioni dermatologiche. Si dice che possa prevenire persino l’invecchiamento e contribuire contro AIDS, allergie, morsi di serpenti e altri animali, asma, disturbi cardiaci e ipertensione, ustioni, cancro, intossicazioni chimiche, enteriti, polmoniti e costipazione. Si dice l’urina sia molto efficace contro edema, dissenteria, eczemi e irritazioni oculari, affaticamento, febbri, gotta e gonorrea, vaiolo o sangue nelle feci, affezioni immunitarie e infertilità, per non parlare di calvizie, insonnia, epatiti, itterizia, lebbra e sarcoma di Kaposi, orticarie, problemi linfatici, nausee mattutine, obesità e postumi da sbornia. Ma anche ulcere gastriche e papilloma virus, tetano, lombaggini e congestioni, gastrite e depressione, voglie sulla pelle, parassitosi e reumatismi, morbo di Parkinson e piede d’atleta, diabete e patologie endocrine correlate… Per alcuni entusiasti l’urinoterapia sarebbe una manifestazione divina dell’intelligenza cosmica: vi ricorrono per liberare il proprio kundalini, mandandolo dritto nel terzo occhio, a portare istantanea illuminazione…

 

Con simili meravigliose proprietà per l’urina, è sorprendente che la scienza si sia presa il disturbo di sviluppare una complessa pratica medica quando la chiave per una buona salute era già pronta e imbottigliata, per così dire. Ognuno di noi è una vera farmacopea ambulante! Homer Smith (Man and His Gods) scrisse una volta che “l’uomo è una macchina per trasformare il vino in urina.” Ma non poteva sapere anche che l’uomo fosse una macchina per trasformare più o meno qualsiasi cosa in un tonico miracoloso. Secondo gli urinofili, la classe medica ha cospirato per lungo tempo allo scopo di tenerci all’oscuro sul medicinale miracoloso che tutti portiamo in vescica. Qualcuno, autoproclamato esperto della materia, sostiene che… 

…la comunità medica è già a conoscenza della stupefacente efficacia [dell’urina] da decenni, e tuttavia nessuno di noi ne aveva sentito parlare. Come mai? Magari pensano sia una quasitone troppo controversa. O forse, per essere più precisi, non c’era alcun compenso economico da riscuotere a rivelare alla gente ciò che gli scienziati conoscono di uno dei più straordinari elementi curativi naturali al mondo.*

Si tratta di un’argomentazione molto tipica dei sostenitori delle varie terapie alternative: l’avidità dei medici li spingerebbe a unirsi in una cospirazione contro chiropratici, chelatori ed altri. Le prove a sostegno di una simile combutta non basterebbero a riempire un contenitore per campioni! Parte della presunta cospirazione contro le meraviglie della nostra pipì starebbe nella convinzione di tanti che sia velenosa. In effetti l’urina generalmente non è tossica, e non morirete di uricemia se iniziate la giornata con una bella tazza dei vostri fluidi dorati. Comunque non appare molto corretto biasimare i dottori per l’ignoranza del pubblico in materia, e ad ogni modo solo perché qualcosa non è tossico non significa anche che vi faccia bene. I capelli certo non sono tossici, e anche se potrebbero rappresentare una notevole fonte di fibre non è solitamente ambito riempirsene una minestra.

 

Inoltre, se è vero che alcuni composti dei costituenti dell’urina sono al vaglio per le loro potenziali o concrete proprietà terapeutiche, non è che automaticamente bersela tutta sia altrettanto terapeutico. Si potrebbe scoprire che uno dei composti nell’urina umana sia efficace nella lotta contro il cancro, ma bersi la propria urina probabilmente non ne fornirà dosi sufficienti da potervi fare bene. Così come è vero che alcune delle sostanze contenute nell’urina vi possono fare bene: ad esempio, se ingerite più vitamina C (una vitamina idrosolubile) di quanta il vostro organismo abbia bisogno o possa assimilare, la espellerete nell’urina. Ma non ne segue che bervi la vostra urina sia una valida fonte di vitamina C: potrebbe essere preferibile mangiare arance o tavolette di integratori! E se urinate vitamina C, che vi aspettate il vostro corpo faccia con quella che reingerite con l’urina?? Se avete pensato che la riespella, avete proprio indovinato… Il motivo per cui la vostra urina contiene oligoelementi o vitamine è che il vostro corpo non ne ha avuto necessità, o non ha potuto utilizzarli. E persino l’urea, che può rivelarsi molto tossica ad alti dosaggi, vi si trova in quantità medie talmente minime che la probabilità d’intossicazione bevendo la propria urina è molto scarsa.

 

Purtroppo però pare che non tutti possano prendere e mettersi a bere la propria pipì da un giorno all’altro come se niente fosse, senza incorrere in qualche effetto collaterale. La Chinese Association of Urine Therapy avverte che… 

Sintomi comuni includono diarrea, prurito, dolori, affaticamento, indolenzimento delle spalle, febbri, ecc. Li si riscontra più frequentemente in pazienti che soffrono di malattie serie o a lungo termine, e possono manifestarsi ripetutamente. Ogni episodio può durare dai tre ai sette giorni, ma talvolta può prolungarsi fino a un mese, o anche peggio, fino a sei mesi. È un peccato che molti abbandonino l’urinoterapia a causa di simili sintomatologie acute. La reazione prima della fase di recupero è come l’oscurità che precede l’alba. Se si riesce a persistere e superare le fasi difficili, si potrà godere infine della felicità data da una vita sana.

La stessa gente ci informa che “tutti tipi di infiammazione alla gola possono essere alleviati da gargarismi con urina cui sia stato aggiunto un tocco di zafferano”, e che “bere qualche grammo di urina… apporta più benefici alla persona media di un centro medico miliardario superattrezzato.” Personalmente, non sono stato in grado di trovare riscontro per simili affermazioni, ma forse le prove sono state presentate al Primo Congresso Mondiale sull’Urinoterapia, tenutosi in India nel Febbraio del 1996, o magari nel ’98, durante il Secondo Congresso Mondiale sull’Urinoterapia, in Germania.

 

URINA E RELIGIONE

 

L’origine di una pratica così insolita sembra individuabile in taluni riti religiosi degli Indù, dove la tradizione tantrica la indica col termine amaroli. Il tantrismo notoriamente sembra disprezzare comportamenti altrimenti convenzionali come un modo per affermare la superiorità morale dei propri praticanti. È possibile anche che la pratica sia legata a superstizioni della magia simpatica: poiché l’urina è emessa dagli stessi organi coinvolti anche nell’attività sessuale, può darsi si ritenesse che bevendo la propria urina si stesse assumendo un qualche genere di tonico erogeno. Ad ogni modo è improbabile che gli indiani di 4.000 anni fa avessero ragioni scientifiche per bersi la propria urina!

 

Un’altra idea ben poco scientifica, ma di ampio accoglimento da parte degli urinofili, è che il liquido in effetti non sia altro che sangue, poiché è prodotta dalla filtrazione di questo nei reni. Troviamo alquanto improbabile che se avrete bisogno urgente di una trasfusione di sangue l’urina potrà andare altrettanto bene!

 

Un’ulteriore affermazione fuorviante degli urinofili è che il liquido amniotico altro non sia che urina, di origine fetale però. E se fa bene al feto, dovrebbe far bene a tutti noi naturalmente. Ecco cos’ha da dire in proposito Martha Christy, esperta in materia:

… il fluido amniotico che circonda il feto nell’utero materno è principalmente urina. In effetti l’infante inspira continuamente liquindo amniotico saturo di urina, fluido senza il quale i polmoni non si svilupperanno. I medici pensano anche che la morbidezza della pelle dei neonati e l’abilità fetale di guarire rapidamente senza cicatrici, in seguito a chirurgia ostetrica, siano dovute alle proprietà terapeutiche di fluidi amniotici saturi d’urina.

Alcuni dei composti presenti nel liquido amniotico non sono riscontrabili nella maggiorparte dei campioni di urina. È quanto meno fuorviante asserire che il liquido amniotico sia costituito essenzialmente da urina: sarebbe ben più accurato dire che entrambi sono sostanzialmente acqua. Io non so con quali dottori la Christy parli, ma la maggiorparte dei genitori vi dirà che quando vennero al mondo la pelle dei loro pargoli era tutt’altro che bella! I paragoni con prugne avvizzite sono decisamente più comuni, o quelli con la pelle dopo lunghi tempi d’immersione in piscina. La pelle dei neonati si ammorbidisce solo dopo un po’ di tempo fuori da un ambiente completamente liquido. C’è una precisa ragione per questo secondo Kim Kelly, naturopata e infermiera a Seattle: le ghiandole sebacee dei neonati non secernono fino a qualche settimana dalla nascita, per cui la loro pelle appare secca e sfibrata. Per Kelly, piuttosto che beneficiare del liquido amniotico, i bimbi nell’utero sono protetti dal vernix, un composto cremoso che funge da barriera proprio fra il bebè e il liquido amniotico circostante! Quindi, a meno che la vostra urina sia ricca di vernix, usarla come lozione idratante è del tutto fuori luogo…

 

LA NATURA DELL’URINA

 

Cos’è poi l’urina?? L’urina varia solitamente da giallastra a limpida, a seconda delle condizioni di salute e della dieta. Ha un odore vagamente ammoniacale per via dei rifiuti azotati che ne costituiscono fino al 5% (mentre il rimanente 95% è acqua). Taluni cibi possono peraltro influire sull’odore: ad esempio, gli asparagi producono diversi composti di zolfo e possono impartire alle escrezioni un vistoso odore di putrido.

 

L’urina è un fluido debolmente acido che trasporta all’esterno prodotti di rifiuto elaborato dai reni. Nei reni si trovano milioni di nefroni che filtrano tossine, metaboliti di scarto, acqua e sali via dal circolo sanguigno. Tramite i reni si regola anche l’acidità del sangue, attraverso l’escrezione alcali in eccesso, quando necessario. Il principale componente dei rifiuti azotati nell’urina è l’urea, prodotta dalla decomposizione di proteine. La produzione di urina in un adulto varia in media da uno a due litri al giorno, mentre la vescica, dove essa viene raccolta, è capace di contenere mediamente fino a mezzo litro di fluido, anche se la quantità normalmente trattenuta ammonta alla metà. Oltre ad acido urico, ammoniana e creatina, l’urina contiene svariati altri composti in quantità minime.

 

Il fatto che si tratti di un prodotto di rifiuto metabolico non implica che la miscela sia tossica o dannosa, bensì che il corpo, in quel dato momento o periodo, non può assimilare le sostanze contenute. Potremmo pensare a molti dei costituenti dell’urina come agli avanzi di un pasto: si potrebbe gettar via del cibo in eccesso, o mangiarlo più tardi dopo averlo opportunamente diluito con acqua e averlo passato al frullatore. Con l’urina, sfortunatamente, non possiamo ingerire prodotti di rifiuto nella stessa forma in cui erano stati originariamente assunti.

 

Per la maggiorparte delle persone nella maggiorparte del loro tempo la riassunzione della propria urina difficilmente potrà rivelarsi tossica. Tuttavia certo non sarà nemmeno particolarmente salubre o terapeutica, fatta eccezione per le rare occasioni in cui ci si trova sepoliti vivi sotto un edificio crollato, o naufraghi in mare per una o due settimane: in casi del genere bere la propria urina può fare la differenza fra la vita e la morte.

In quanto alla funzione di tonico da assumere quotidianamente, ci sono modi molto più piacevoli di introdurre sostanze preziose nel proprio organismo!


Riferimenti bibliografici e sul Web

 

 

 

Last updated 02/21/09