di Robert Todd Carroll

 the truth is in here!
SkepDic.com

Versione italiana a cura di Dario Ventra
©2003

Elenco alfabetico degli argomenti

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INTRODUZIONE

 Il Dizionario dello Scettico: una Guida Ragionata per il Nuovo Millennio offre definizioni, saggi e discussioni su argomenti soprannaturali, occulti, paranormali e pseudoscientifici. Faccio ricorso al termine “occulto” in riferimento a qualunque di questi temi. Il lettore è avvisato: il Dizionario dello Scettico non si propone di presentare una trattazione molto equilibrata degli argomenti occulti; se non altro, questa mia opera vuole invece rappresentare un piccolo Davide che possa contrastare l’incombente Golia della letteratura pseudoscientifica e paranormale, nella speranza che qualche colpo occasionalmente vada a buon segno. Peraltro, e contrariamente a Davide, io ho ben poca fede, e credo che Golia difficilmente possa essere eliminato. Gli scettici gli possono infliggere qualche duro colpo, lasciare dei lividi, ma le nostre parole non potranno mai essere del tutto letali. Golia non può essere abbattuto per mezzo di prove o argomentazioni. Ma almeno molti dei lettori potrebbero essere indotti a riflettere dalla nostra opera, riconoscendo Golia per quel che è, ovvero un falso messia. Questo libro è stato scritto specialmente per i più giovani, nella speranza di esporre alcune delle debolezze di Golia, affinché il lettore ne sappia mettere in discussione gli apparenti punti di forza e possa dubitare delle sue promesse.

Un altro fine del Dizionario dello Scettico è quello di offrire riferimenti e rimandi al meglio delle risorse scettiche disponibili per qualsiasi argomento. Quindi, se l’antipatico professore di psicologia non la vuol piantare con le aure, presentandole quali inesplicabili, ma affascinanti fenomeni occulti, voi potrete consultare il vostro  Dizionario dello Scettico e diventare voi stessi suoi insopportabili oppositori scettici. Non cambierete l’opinione del vostro insegnante, ma potrete liberarvi di una parte del potere culturale che questi potrebbe esercitare su di voi.

 Il Dizionario dello Scettico: una Guida Ragionata per il Nuovo Millennio si rivolge a quattro fondamentali tipologie di lettori: l’indagatore dalla mente aperta, il quale non sottoscrive né rifiuta su due piedi le affermazioni occulte; lo scettico moderato, che tendenzialmente propende più per il dubbio che per l’adesione; lo scettico incallito con una forte sfiducia in tutto ciò che è paranormale ed esoterico; ed il credente dubbioso, pronto ad accogliere simili affermazioni, seppur mantenendo un ragionevole dubbio. Se non vi è traccia di scetticismo in voi, allora questo libro proprio non farà al caso vostro.  

L’indagatore dalla mente aperta non ha molta esperienza di fenomeni occulti, a parte forse un po’ di educazione religiosa, ma non rigetta per partito preso le informazioni su lettura aurale, rapimenti alieni, percezione extrasensoriale, rabdomanzia, channeling, fantasmi e quant’altro. Lo scettico moderato sospende il suo giudizio sugli argomenti occulti e si appella alla propria inesperienza, nonché allo scetticismo epistemico, quali motivi per rimandare la propria opinione personale. Lo scettico incallito semplicemente non crede in alcuno o nella maggior parte dei fenomeni occulti, mentre il dubbioso credente si sente attratto da uno o, solitamente, più temi dell’occulto, ma avverte nondimeno una certa perplessità sulla validità di certe affermazioni. 

La mia posizione personale è chiaramente quella di uno scettico incallito. Non fingerò di non avere esperienza o conoscenza di quegli argomenti. Per me, l’evidenza è schiacciante che molto probabilmente tutte le affermazioni nel campo dell’occulto sono errate o intenzionalmente false. Ritengo vi siano sufficienti prove per convincere i più moderati tra gli scettici che nelle discipline dell’occulto si trova più sovente il falso della verità. Ad ogni modo lo scettico moderato riconosce anche che da questo dato di fatto (se tale è) non segue che uno si debba rimettere a ciò che appare più probabile ad una mente razionale. Lo scettico moderato spesso sosterrà che la razionalità non è che un valore ideale, e che l’idea stessa di un’esistenza razionale quale migliore possibile per un essere umano non sia dimostrabile né logicamente, né scientificamente, nè in alcun altro modo. Nel confronto, quello che uno può fare è appellarsi alle conseguenze di una scelta razionale di vita invece di una irrazionale. È anche vero che il credo nell’irrazionale è tanto attraente per un vero credente quanto credere nella razionalità lo è per uno scettico convinto. Per molti scettici moderati, scegliere una vita dedita alla ragione o all’irrazionalità è una questione di fede. Per buona parte della mia vita da adulto sono stato io stesso uno scettico moderato, convinto che la mia dedizione alla razionalità fosse un atto di fede, proprio come lo era stata in precedenza la mia devozione al cattolicesimo. Per anni ho lasciata aperta ogni possibilità ai temi dell’occulto. Eppure, negli ultimi anni, i miei studi e le mie riflessioni mi hanno portato alla conclusione che le evidenze contro una sia pur minima ragionevolezza della fede nell’occulto siano preponderanti. Ed ho concluso che affidarsi alla ragione piuttosto che all’irrazionalità non è affatto un atto di fede. Al contrario, anche solo porsi la questione come una che richieda approfondita riflessione dimostra la futilità del ricondurre tutto ad un atto di fede, poiché uno deve pur sempre ricorrere al ragionamento nel dibattere in favore di una fede. E sebbene io non neghi l’eventuale beneficio di credere talvolta nell’occulto, nego comunque che tale beneficio abbia a che fare in alcun modo con lo stabilire la realtà, la fondatezza dei fenomeni occulti. Uno scettico moderato concorderebbe sul divario esistente fra una qualsiasi idea in cui si crede ed un’entità reale. Per mio conto io sarei d’accordo con uno scettico moderato che sia impossibile giungere alla conoscenza assoluta di qualunque concetto empirico. Ma credo sia ugualmente ovvio che il concetto di probabilità ci viene spesso incontro nelle scelte della vita, e abbiamo modo in tantissimi casi di operare distinzioni tra diverse affermazioni empiriche che mostrino vari gradi di probabilità [questa è, in estrema, ma efficace sintesi, l’obiezione più semplice e ragionevole che si possa dare a chi muove lo stesso tipo di critica al pensiero scientifico come “assolutistico”; N.d.T. ].

 Lo scettico incallito non necessita di molto altro, in veste di prova o ragionamento, per convincersi che qualunque affermazione occulta si basa sull’errore o sulla frode. Tuttavia il Dizionario dello Scettico ha in serbo qualcosa anche per lo scettico più convinto: le munizioni da usare contro le incessanti argomentazioni di coloro che sono pronti a credere profondamente. La maggiorparte degli scettici più duri non se la sente di sprecare il proprio tempo per approfondire l’indagine critica di ogni idea assurda incontrata sul loro cammino. Essi semplicemente la rigettano a priori. Qui di seguito riporto la lettera di una donna inglese che lavora in un ufficio austriaco dove gli altri sembrano essere sostanzialmente privi di senso scettico:  

Lavoro in un ufficio dove molti dei miei colleghi credono nell’applicare le teorie più bislacche alla propria vita. Se mi decido a potare le mie peraltro rigogliose piante loro mi diranno che non c’è la Luna giusta, sebbene crescano meravigliosamente grazie a fertilizzante di qualità e a cure regolari. Se annuncio di voler andare dal parrucchiere qualcuno consulterà il suo calendario lunare da tavolo per verificare che sia la giornata giusta. I colleghi con dolori di schiena corrono da un Wunderheiler, un dottore che secondo tradizione “imporrà” le sue mani (io suggerisco invece di perdere peso e darsi al nuoto), ingoiano continuamente tavolette alle erbe che avranno acquistato in qualche negozio specializzato per un prezzo spropositato. Ho una collega che non vuole venire a visitare il mio appartamento perché vivo all’ultimo piano e la cima del palazzo può solo concentrare le “onde energetiche negative”, e lei è convinta che la mia salute ne soffrirà (ma io sono assolutamente in forma) perché è convinta di qualche teoria cinese che chiama Fen Chewy [si tratta ovviamente del Feng Shui; N.d.T]. Recentemente ho sofferto di un ascesso orale ed un altro collega mi ha raccomandato risciacqui con olio di girasole spremuto a freddo. Ora, anche con le mie cognizioni terra terra di biologia, questa mi parrebbe un’idea scema che di fatto favorirebbe la crescita di popolazioni batteriche nella bocca. Un’altra mi ha consigliato (in tono severo!) di strofinarmi le gengive con la pellicola del limone per far assorbire vitamina C alle mie membrane, al che le ho risposto di non essere al corrente che l’epitelio della mia bocca fosse una membrana permeabile! Sono assediata da frottole di questo genere e si risentono tutti quando dibatto le loro convinzioni e mi mostro scettica. Ma, direbbero loro, cosa ci si potrà mai aspettare da uno Scorpione?!    

 In molti casi il semplice rifiuto della ciarlataneria è intelligente e giustificato. Spesso però è opportuno fornire allo scettico moderato o al credente dubbioso delle argomentazioni, sia generali che specifiche. Ma se gli antagonisti sono credenti convinti, come i colleghi di questa signora, è probabilmente tempo sprecato profondersi in evidenze e disquisizioni contrarie.

 Infine, il Dizionaro dello Scettico offrirà a chi crede, ma è disposto a dubitare e verificare, alcune fonti di informazione da consultare e che gli renderanno un’idea, da diverse prospettive se non proprio equilibrata, della vostra inquietudine in merito a cromoterapia, levitazione, ecc. Ciò aiuterà l’indeciso a sciogliere in parte i propri dubbi. Ci potranno essere ben pochi scettici che consulteranno tutta quella bibliografia e ne usciranno dubbiosi di tutto, incluse le affermazioni scettiche, ma io confido che la maggioranza passerà allo scetticismo incallito. Non sospenderanno il proprio giudizio su tutto, ma capiranno che certe affermazioni ed idee sono necessariamente più probabili di altre.

 Come ho già notato, l’unico gruppo ideologico cui questo libro non è destinato è quello dei veri credenti. Sono giunto per esperienza alla convincente conclusione che qualunque ragionamento o dato critico per le loro convinzioni sarà invariabilmente considerato da costoro come insignificante, irrilevante, tendenzioso, ingannevole, non autorevole, ascientifico, scorretto, pregiudizievole, di ristrette vedute, irrazionale e/o diabolico!! (Forse vale la pena notare che, a eccezione del termine diabolico, questi sono gli stessi attributi con cui gli scettici più convinti accompagnano studi ed argomenti presentati dai veri credenti). Ritengo pertanto che il solo interesse che chi vuol credere acriticamente possa avere nel Dizionaro dello Scettico sia quello di condannarlo e darlo alle fiamme senza nemmeno averlo letto.

 Il termine “scetticismo” può essere riferito all’atteggiamento generalizzato di una persona o alla sua forma mentis, pronta a dubitare e indagare. Spesso comunque “scetticismo” vuol connotare più specificamente dubbio o incredulità nei riguardi del paranormale e del soprannaturale. La parola può altresì indicare la corrente filosofica secondo cui una conoscenza assoluta è impossibile da raggiungere e l’atto di indagare deve essere compiuto attraverso procedimento dubitativo per il progressivo conseguimento di certezze  relative o valide in prima approssimazione.

 Il Dizionaro dello Scettico si rivolge allo scetticismo sotto tutte e tre le suddette accezioni, ma la motivazione prima dell’opera resta semplicemente il dubbio e il disincanto dell’autore nei confronti dell’occulto, del paranormale, e di fenomeni psichici o religiosi. Traendo spunto da Nietzsche, io classifico gli scettici in apollinei e dionisiaci.

 Lo scettico apollineo è dedito alla chiarezza e alla razionalità. Per lui tutto ciò che concerne il soprannaturale è essenzialmente vago e irrazionale. Lo scettico dionisiaco per contro è più propenso all’istinto e alla passione, e di fatto può abbracciare una religione o un credo qualunque proprio per la loro incertezza (come Charles Peirce) o per la loro  irrazionalità (come Tertulliano o Kierkegaard). Lo scettico apollineo guarda al credo in un dio come si guarderebbe alla fede in Babbo Natale, e all’immortalità come alla stessa stregua della proiezione astrale. L’intero ambito del soprannaturale è rifiutato da uno scettico apollineo non perché ritenga che tali questioni siano false, ma perché vanno contro la sua inclinazione. Lo scettico dionisiaco comunque crede in certe affermazioni occulte non perché le ritenga vere, ma perché possono accordarsi coi suoi sentimenti ed istinti. Lo scettico apollineo non vede ragione alcuna di credere al soprannaturale; lo scettico dionisiaco non vede invece alcuna ragione per non credere. L’apollineo avverte ogni approccio dialettico o prova avanzata in favore della religione o dell’occulto come insufficiente, ingannevole, fraudolento, inconsistente o ridicolo. Il dionisiaco vede l’apollineo come un individuo testardo e indisposto a rischiare l’errore per l’eventuale conseguimento di una qualche sublime verità finale.      

E allora, chi ha ragione?? Psicologicamente, suppongo dobbiamo concedere a entrambi la ragione, perchè non sarebbe sano andare contro la propria disposizione d’animo. È però ragionevole aspettarsi che entrambe le posizioni siano reciprocamente tolleranti? William James, il quale categorizzò credenti e non credenti in modo simile al mio, lo riteneva ragionevole. Io no. Entrambe le tipologie di scettico sospettano che l’altro sia sciocco, non in errore. E come si potrebbero tollerare persone che crediamo poco intelligenti? Posso concedere che in una società civile raramente esprimiamo i nostri veri sentimenti nei confronti degli altri, e gli scettici non faranno eccezione. Essi sono noti per fornire abbondanti argomenti a sostegno delle loro posizioni ideologiche. Ma la “scommessa” di Pascal non è che uno sfondone pazzesco per lo scettico apollineo, e il Perché Non Sono Un Cristiano di Russell è stravaganza pura all’orecchio di chi vuol credere a tutti i costi. Io non sono al corrente di un singolo caso in cui uno scettico apollineo sia passato al credere nel soprannaturale in seguito a una discussione o ad un ragionamento ben preciso, né che uno scettico dionisiaco sia diventato ateo per qualche esperienza personale.

 Difatti molti atei e molti credenti nel soprannaturale non sono scettici, anche se farebbero bene ad esserlo. Essi si tollerano e entrano in dibattito gli uni con gli altri per convinzione che l’evidenza ultima sia dalla loro parte, credendo che in fin dei conti chiunque voglia essere ragionevole condividerebbe pienamente le loro posizioni se solo vedesse la cose dal giusto punto di vista. Essi non vedono chi è in disaccordo con loro semplicemente come uno sciocco, ma come ignorante o influenzabile. Per mia esperienza, l’intelligenza, la cultura e l’educazione sono poco legate alla propensione a credere o meno nel soprannaturale e nell’occulto. Come disse William James, è il nostro carattere a determinare tale propensione, ed il valore ultimo di ogni credo risiede nei suoi frutti. Così pure secondo Nietzsche: “i nostri valori interiori nascono da noi come frutti sull’albero; cosa conta per il filosofo se i frutti sono marci?”. Ma il problema è proprio che dal mio punto di vista i miei frutti sono buoni mentre quelli di qualcun altro sono marci. Per qualcun altro la situazione sarà esattamente l’opposto. Sorprendentemente, alcuni di noi hanno potuto assaggiare i frutti di entrambi gli alberi. Ma la prova finale ovviamente non è nell’essere disposti ad assaggiare dall’albero dell’altro!                       

 Questo libro pertanto non è un insieme di argomenti e dati a uso dello scettico apollineo contro chi creda nell’occulto. È bensì inteso per coloro che si sentono apollinei per temperamento, ma che esitano a seguire la propria disposizione, qualunque ne sia la ragione. Viviamo in una società che asseconda molto di più i credenti  dell’occulto che i non credenti. Anche il timore di avversione, emarginazione o ridicolizzazione può essere un grosso ostacolo all’assecondare la propria natura. Del resto certamente vi attende l’infelicità se lasciate che siano altri a scegliere per voi le vostre convinzioni e i vostri valori, specialmente se non vi si confanno. Si potrebbe intendere questo libro come la controparte della fede in cerca di giustificazione di certi studiosi medievali. Se siete già degli scettici apollinei dentro, quanto segue vi aiuterà a comprendere ciò di cui già eravate ragionevolmente convinti.

 

 

 

Last updated 11/21/10