di Robert Todd Carroll

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Versione italiana a cura di Dario Ventra
©2003

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GRAFOLOGIA 

La grafologia è lo studio delle calligrafie, volto particolarmente all’analisi caratteriale delle persone I veri esperti nell’analisi calligrafica sono noti come “calligrafi legali” o “grafologi giudiziari”, non semplicemente “grafologi”, e il loro compito consiste nello stabilire l’autenticità o la contraffazione di documenti manoscritti in contese legali, basandosi appunto su elementi quali convoluzioni nelle lettere, puntini sulle i e barrature delle t, spaziatura e inclinazione dei caratteri, loro dimensioni, segni ricorrenti in chiusura di parole o paragrafi, e via dicendo…   

I grafologi, dal canto loro, prendono in considerazione tutto quanto abbiamo appena menzionato, ma con la convinzione che simili dettagli nella scrittura a mano possano essere manifestazioni fisiche di processi e stati mentali inconsci. Un grafologo ritiene che tali dettagli possano rivelare di una persona tanto quanto si possa ottenere per mezzo di astrologia, chiromanzia, psicometria, o il test di Myers-Briggs. Non vi è peraltro alcuna prova che l’inconscio [qualunque cosa esso sia, il che è altrettanto lontano dall’essere scientificamente verificabile; N.d.T.] sia fonte di verità sugli individui, e ve ne sono ancor meno sul fatto che la disciplina grafologica possa costituirne una via d’accesso.  

Si sostiene che la grafologia sia utile per tante cose, dalla verifica delle condizioni fisiche a quella della moralità di un individuo, dal riconoscere esperienze di vita passate all’individuare talenti nascosti o problemi di salute mentale. Tuttavia, “nel corso di studi in cieco appropriatamente controllati, ove i campioni manoscritti non contenevano niente che potesse trasmettere indizi su cui basare una predizione (ad es., un brano ricopiato da una rivista), i grafologi non sanno riconoscere tratti salienti della personalità meglio di quanto farebbero semplicemente tirando a indovinare…” [tratto da “The Use of Graphology as a Tool for Employee Hiring and Evaluation”, documento a cura della British Columbia Civil Liberties Association]. Senza contare che persino dei profani in materia sono in grado di identificare correttamente il sesso di chi scrive qualcosa nel 70% circa dei casi (Furnham, 204).  

Vi sono varie tecniche cui i grafologi fanno ricorso, che apparentemente sembrano ridursi a impressioni tratte da particolari quali pressione applicata al foglio, la spaziatura di parole e lettere, dettagli grafici nelle varie lettere, dimensioni e orientamento dei caratteri, velocità e costanza nella scrittura, ecc. Sebbene i grafologi lo neghino recisamente, il contenuto dei manoscritti è uno dei fattori più importanti nella loro analisi delle personalità, nonostante il contenuto di un testo sia naturalmente indipendente dalla calligrafia con cui esso è stato scritto e dovrebbe comunque restare non rilevante ai fini della valutazione del soggetto.   

Barry Beyerstein (1966) considera molte delle concezioni dei grafologi alla stregua di magia simpatica, come ad esempio l’idea che lasciare ampio spazio fra le lettere indichi una propensione a isolarsi e alla solitudine, poiché lettere ben separate indicherebbero che qualcuno non si unisce facilmente ad altri e ha difficoltà nel contatto ravvicinato. Un grafologo afferma addirittura che la natura sadica di una persona possa essere tradita dal fatto di barrare le t con trattini somiglianti a delle fruste! Ma poiché non vi è alcuna teoria generale utile a rendere conto del perché l’analisi grafologica dovrebbe poter essere realmente efficace, non sorprende nemmeno che manchino evidenze empiriche circa la valida correlazione fra particolari grafici della scrittura manuale e interessanti tratti di una personalità.  

Adrian Furnham scrive:  

I lettori che abbiano familiarità con le tecniche di lettura a freddo saranno anche in grado di capire come mai la grafologia sembri effettivamente funzionare e come mai così tanta gente (altrimenti dotata di una certa intelligenza) vi riponga tanta fede. – [p.204] 

Alla lettura a freddo potete aggiungere l’effetto Barnum o l’effetto Forer, la conferma collettiva e la conferma selettiva, e avrete una prospettiva piuttosto completa di come giudicare la popolarità della grafologia.

 

La grafologia in effetti è un altro di quei sogni impossibili di quanti cercano a tutti i costi un metodo facile e rapido che li aiuti a decidere chi sposare, chi ha commesso quel crimine, chi dovrebbero assumere, quale carriera intraprendere, dove trovare risorse idriche o petrolifere, o persino i tesori nascosti, ecc.ecc. La grafologia non è che l’ennesima forma di ciarlataneria chiamata a sostituire il lavoro serio e duro [o più spesso, il peso delle responsabilità individuali; N.d.T.]: piace a chi non ha abbastanza pazienza per questioni problematiche come condurre un’attenta ricerca, analizzare le evidenze, ragionare in maniera logica, e verificare le proprie ipotesi. Se siete in cerca di risultati e li volete qui e ora, espressi con forza e senza dubbi di sorta, la grafologia farà per voi. Ma se comunque pensate di potercela fare a sopportare delle incertezze e a valutare ragionevoli probabilità nella vita di tutti i giorni, potreste tentare qualcos’altro per scegliervi un coniuge o assumere un dipendente. 

 

D’altra parte, se non avete alcun problema a discriminare il prossimo sulla base di sciocchezze pseudoscientifiche, allora vogliate almeno mostrare un po’ di coerenza  affidandovi prima di tutto a una buona tavoletta ouija perché vi sia d’aiuto nella scelta del grafologo giusto, cui potrete successivamente rivolgervi… 


Riferimenti bibliografici e sul Web

 

 

 

 

Last updated 11/21/10