di Robert Todd Carroll

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Versione italiana a cura di Dario Ventra
©2003

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FATE 

Le fate sono mitiche creature del folclore e della narrativa popolare, spesso raffigurate come minuscoli esseri alati dalle sembianze umane e dotati di poteri magici. La fatina dei denti, tanto per citarne una fra le più note, porta piccoli doni (come delle monete) in cambio di denti di latte caduti ai bimbi e lasciati su una finestra o sotto un cuscino. Le fate madrine invece sono protettive di natura, un pò come gli angeli custodi della tradizione religiosa.

Non si dovrebbero invece confondere le fate con gli gnomi, che sono sì altri piccoli esseri umanoidi della mitologia popolare, ma di aspetto deforme a sgraziato, e abitanti sotto terra. Le pixies, sono un’altra varietà di fate dalla natura particolarmente allegra e dispettosamente giocosa, mentre i più noti elfi si potrebbero considerare versioni ingrandite delle pixies. Sono solitamente descritti come creature nane e un po’ maligne, come il leprecauno della tradizione irlandese, amante degli scherzi e sempre a conoscenza dei nascondigli di tesori vari. Gli elfi figurano talvolta anche come aiutanti di maghi e stregoni vari, per non menzionare naturalmente quelli che aiutano Babbo Natale!

Sembra che la credenza in simili esseri mitici di vario genere sia diffusa tra le popolazioni rurali un po’ ovunque nel mondo. Occasionalmente qualche furbone di città è indotto a credere in queste leggende: un esempio imbarazzante all’inizio del secolo scorso riguardò Sir Arthur Conan Doyle, ingannato da un paio di ragazzine e dalle loro foto amatoriali in cui comparivano fatine ritagliate in carta e cartone (note anche come “fate di Cottiingley”), scattate nelle campagne dello Yorkshire inglese. Questi falsi fotografici ricordavano un po’ la nota immagine del Mostro di Loch Ness, artefatta in modo analogo da Geroge Wetherill, o varie riprese di UFO come quelle di Billy Meier. Doyle pubblicò perfino un libro sul tema, dal titolo The Coming of the Fairies. Insieme ad un noto teosofista di nome Edward Gardner, diffuse le fotografie scattate dalla sedicenne Elsie Wright alla propria cuginetta Frances Griffiths, di dieci anni, attorniata da ritagli di fate e gnomi vari. Doyle e Gardner proclamarono a lungo che non si trattava di falsi, bensì di riprese autentiche. Tuttavia la cosa veramente clamorosa fu il dibattito che si svolse nei decenni successivi, riguardante la natura reale delle foto oppure “psichica”, ovvero la possibilità che esse ritraessero i pensieri delle ragazze e li fermassero su pellicola! Doyle, come molti altri prima e dopo di lui, desiderava intensamente una prova qualsiasi dell’esistenza di una realtà che andasse al di là di quella nostra, materiale, ma le sue speranze in favore dello spiritualismo lo portarono a cadere in troppe illusioni. Nonostante questo, seppe anche scrivere memorabili romanzi gialli, fra cui quelli del celebre investigatore Sherlock Holmes, altrettanto immaginario ma molto più affascinante delle fate, anche se incapace di distinguere fra pensiero deduttivo e induttivo…

La Paramount Pictures ha recentemente prodotto un film sulla vicenda delle due ragazzine inglesi, dal titolo Fairytale: a True Story. L’attore Harvey Keitel impersona Houdini, e Peter O’Toole ha la parte di Sir Arthur Conan Doyle.  


Riferimenti bibliografici e sul Web

 

 

 

Last updated 11/21/10