di Robert Todd Carroll

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Versione italiana a cura di Dario Ventra
©2003

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AFROCENTRISMO 

“L’afrocentrismo è una mitologia razzista, reazionaria e fondamentalmente votata a fini terapeutici. Sostiene che niente di importante sia mai avvenuto nella storia dei neri sin dai tempi dei faraoni egiziani, e quindi banalizza la storia degli afroamericani. L’afrocentirismo pone un’enfasi sull’antico Egitto che, per dirla tutta, è semplicemente assurda.” - - Clarence E. Walker

L’afrocentrismo è un movimento politico d’ispirazione pseudostorica, secondo cui gli afroamericani dovrebbero far risalire le proprie origini indietro nel tempo fino all’epoca dell’antico impero egiziano, dominato da una razza di africani neri. Fra le altre affermazioni dell’afrocentrismo: gli antichi greci avrebbero tratto i loro maggiori successi intellettuali dall’antica cultura nera egiziana; Gesù, Socrate e Cleopatra (oltre a tanti altri…) erano neri; gli Ebrei avrebbero creato e gestito un commercio di schiavi neri. 

 

L’obiettivo principale dell’afrocentrismo è incoraggiare il separatismo afroamericano e l’orgoglio etnico quali armi psicologiche contro gli effetti debilitanti e distruttivi del razzismo universalmente subito. Alcuni dei maggiori esponenti del movimento sono il Prof. Molefi Kete Asante della Temple University, il Prof. Leonard Jeffries della City University di New York e Martin Bernal, autore del libro Black Athena.

 

Fra i testi maggiori prodotti dall’afrocentrismo troviamo anche Stolen Legacy (1954), di George G.M.James. Fra le altre cose, James sostiene che la filosofia greca e le religioni misteriche della Grecia e dell’antica Roma furono plagiate alla cultura egiziana, che gli antichi greci non avessero le naturali doti cognitive per sviluppare la loro filosofia, e che la civiltà egizia, saccheggiata culturalmente, fosse costituita da africani neri. Diverse idee di James sono state poi riprese da Marcus Garvey (1887-1940), secondo cui i successi dei bianchi sono dovuti all’insegnamento della loro superiorità razziale ai propri bambini. Ne consegue inevitabilmente che se i neri desiderano elevare la loro condizione sociale dovranno anch’essi inculcare ai propri figli un senso di superiorità.

 

Le principali fonti informative di James erano massoniche, in particolare The Ancient Mysteries and Modern Masonry (1909) del reverendo Charles H. Vail. I Massoni, a loro volta, avevano tratto le proprie idee sbagliate sui misteri egiziani dall’opera romanzesca Sethos, a History or Biography, based on Unpublished Memoirs of Ancient Egypt (1731), opera dell’abbate Jean Terrasson (1670-1750), un professore di greco. In realtà Terrasson non poteva accedere ad alcuna originale fonte storica egiziana, e sarebbe morto ben prima della decifrazione dei geroglifici. Tuttavia egli conosceva bene gli autori classici, e quindi si inventò un’immaginaria religione egiziana, basandosi su riti greci e latini reinterpretati come fossero effettivamente egiziani. Dunque le fonti principali per l’egittologia afrocentrica sono in realtà le culture greca e romana! I greci avrebbero definito tutto questo come “ironico”, non so gli afrocentristi…

 

L’opera di James è alla base di altri acconti pseudostorici dell’afrocentrismo, come Africa, Mother of Western Civilization, di Yosef A.A. ben-Jochannan, studente dello stesso James, e Civilization or Barbarism del senegalese Cheikh Anta Diop. Inoltre l’afrocentrismo è attualmente insegnato in molte università, ed è alla base di corsi scolastici in due istituti di Milwaukee, USA. 

 

 

 

Last updated 11/21/10